In questo periodo ho fatto del girare la rete una missione. Un po' come girare il mondo stando a casa, insomma, ma dato che sono una "alternativa", che ama gli ambienti "underground", la "sottocultura", invece di girare per Grandi Siti Di Risonanza Internazionale ho deciso di girare per blog e giornaletti online sconosciuti ai più. I giornaletti online, intendo, non i blog: girando per blog, invece, sono stata catapultata di fronte ad un fenomeno che, finora, mi era più o meno passato accanto: il fenomeno blogstar.
Mi sono sempre abbastanza divertita, in passato, a deridere questa figura da starlette della comunità web, astro nascente e calante a seconda di quanta voglia ha di accendere il computer. Ebbene, signori, sottovalutavo. Ho visto blog, partiti con una moderata cattiveria dovuta ad una visione ipercritica del mondo, diventare crudeli e spietati man mano che si incrementavano visite, link, commenti. Ho visto litigi degni di Forum per un posto in classifica di Blogbabel (che quando sono arrivata io avevano già chiuso, quindi non ho mai davvero potuto scoprire cosa fosse). Ho visto gente denunZiata, per un post su un blog. Ho visto politici, figure pubbliche, scrittori spalarsi merda addosso a colpi di post. Ho visto gente che magari ha iniziato con un post un po' naughty & hot e che ora ha pubblicato il suo secondo libro.
Ora, vi dirò: io giro per la rete dal 1998. Nel 2001-2002 cominciavano a diventare popolari i blog in Italia. Non sono mai riuscita a tenerne uno con costanza, quindi tanto di cappello a chi, dal 2000 a oggi, continua a postare pressoché quotidianamente sullo stesso blog che aveva allora, pur passando attraverso metafisiche crisi di coscienza ("non ho più una linea di confine tra mondo virtuale e reale! sigh! sob! buu-huu!"), scene madri ("basta, chiudo il blog, e di voi 800 commentatori maniacali non me ne frega un cazzo, tanto sono una figa/un figo e ho una vita vera, IO!!") salvo rimangiarsi tutto due giorni dopo, battibecchi su chi è più blogstar di chi e, soprattutto, su quanta vita hai al di fuori del web. Come se si potesse quantificare, la vita! E poi, signori, non so voi ma io quando sto al computer continuo a respirare, mangiare, bere e divertirmi o annoiarmi. Probabilmente in una classifica di quelle che ai blogger piace tanto starei a "vita: -100", ne sono anche consapevole, ma il bello è che non entri in quelle classifiche a meno che tu non abbia un esercito a commentare ogni tuo post.
I più divertenti, comunque, sono i/le blogstar che spalano merda sulle blogstar, come se non facessero parte della categoria perché "io non mi prostituisco per due commenti in più" o "io il numero di commenti manco lo guardo, infatti non rispondo a nessuno!". Bravo stronzo, questo non ti rende meno blogstar: semmai, anzi, ti rendi ancora più blogstarramente ridicolo, perché quello è esattamente l'atteggiamento di quegli attori di Hollywood che, nel momento in cui fanno una comparsata in un film di Tarantino, si sentono parte del cinema d'autore. Sveglia, non è così. E il bello è che questi post mandano i commentatori in delirio! "bravo!!" "brava!!" "questo è parlare!!". Quelli che ancora sperano in una risposta tentano di usare parole ricercate intervallate da qualche bestemmia qua e là, che fa tanto poeta maledetto dell'ultima ora.
Editori, quando vi sarete stancati di pubblicare le puttanate delle blogstar perché la gente tanto può leggerle online (quanto ci metteranno a scoprirlo?? davvero, ritenevo il popolo internettiano più furbo... ma la realtà è che comprano il libro per poterlo fotografare, mettere la foto su flickr e poter dire all'autrice aka blogstar del cuore "guarda, io sono un tuo lettore fedele, ho anche il libro!!" sperando in una risposta che non arriverà mai, dato che la blogstar in questione penserà solo "bene, ancora un altro paio di copie e forse inizio pure a guadagnarci!") venite qui, venite da me! Voglio solo picchiarvi per quello che avete fatto all'editoria negli ultimi anni.
Monday, June 16, 2008
scoprire il male del mondo stando seduti in poltrona
Scritto senza ragionarci troppo da
Bab
at
7:51 AM
6
upside down
Friday, June 06, 2008
in which bab goes to the supermarket
sapete cosa non andrebbe mai fatto, come regola di vita generale? In ordine di pericolosità, dal temerario al mortale:
-fare la spesa dopo le 18;
-fare la spesa all'Esselunga dopo le 18;
-fare la spesa tra il venerdì dopo le 18 e il sabato prima delle 22;
-fare la spesa all'Esselunga ecc ecc (ormai avete capito il giochino).
Naturalmente, per la maggior parte dei comuni mortali, la fascia oraria *dopo le 18* e, soprattutto, il week-end, è l'unico periodo di tempo disponibile per fare cose come, ad esempio, la spesa. Io, in quanto studentessa, faccio un po' parte di una categoria separata: potrei fare la spesa in altri momenti, ma non mi va, quindi mi riduco sempre a farla il venerdì dopo le 18, o nel week end. Scommetto che l'avevate già intuito all'inizio, eh?
L'argomento, naturalmente, non è il quando. E' il come!
Il supermercato, soprattutto negli orari di punta, è un luogo senza morale, dove vige la legge dello sconto e il carrello più forte prevale sempre sul cestino, notoriamente debole. I lottatori più abili, dotati di un'intuizione strategica maturata in seguito a decenni di lotte all'ultimo pomodoro, sono le vecchiette. Naturalmente sul capitolo "vecchietta" potremmo scrivere un'enciclopedia: esemplare di razza umana inasprito dalle intemperie e dalle insoddisfazioni della vita, sfoga la sua cattiveria repressa su qualsiasi altro essere vivente e in qualsiasi contesto utile.
La loro arma mortale è il ben noto "lamento della vecchietta". Per spiegarvi al meglio come funziona, vi fornirò un semplice esempio:
Ora x>18 di un giorno y a caso. Fuori piove (dettaglio che crea atmosfera). Bab si avvicina al banco latticini, attirata da un cartellino verde marchiato con un inconfondibile "50%". Vede che è rimasta una sola mozzarella, tra quelle scontate, e allunga una mano per prenderla. È un'attimo: una vecchina artritica, che qualche decimo di secondo prima si trovava dalla parte opposta del supermercato, si infila tra Bab e l'amato bene. Non si accontenta di appropriarsi della mozzarella solitaria, oh no... Si gira di scatto verso la povera ragazza, mantenendo uno sguardo di fuoco per il tempo sufficiente a raggelarla. Poi, con un singhiozzo, inizia la scena madre, invariabilmente proferita con un tono da scoiattolino spaventato, in crescendo:«Signorina, ma le pare, passarmi davanti in questo modo... Mi ha anche schiacciato il piede con il carrello [n.d.b.: non ho il carrello]... La prenda, se è così importante... Io prenderò questa che costa di più. Ma lo sa che mio marito buonanima ha fatto la guerra? Eh, voi giovani siete abituati ad avere tutto... E quando non ve lo serviamo noi sul piatto d'argento, ve lo prendete con la forza!! Impara il rispetto, signorina, per le persone anziane!»Bab, spaventata, si allontana.
Scritto senza ragionarci troppo da
Bab
at
8:09 PM
11
upside down