premessa, parte #1: sto seguendo un corso di inglese per poter passare il toefl senza troppi incidenti di percorso, e la mia insegnante (l'ottima Barbara) mi ha spiegato che tendo a personalizzare troppo i miei essay. È vero: quando un argomento mi coinvolge, tendo a pensare di pancia, ed esprimermi di conseguenza.
premessa, parte #2: chi mi conosce bene sa che ho qualche brutto problema di incubi. somatizzo, interiorizzo per poi passare, in periodi di stress, nottate infernali. è per me fonte di insostenibile prostrazione e stanchezza, peggio di una notte insonne, soprattutto perché si tratta di incubi molto lucidi, quasi reali.
Ho espresso abbondantemente il mio pensiero razionale nella discussione già linkata da alice, ora vi racconto un sogno di qualche giorno fa.
Sono in un edificio estremamente pulito. Non so se è un ospedale, una clinica privata, o cosa. Di certo il pavimento di marmo risplende di cera, e con una di quelle strane abilità che si acquisiscono nei sogni posso chiaramente vedere che non ci sono microbi, neanche uno. questo mi mette a disagio: mi sento l'unico essere vivente in questo posto.
dissolvenza.
Mi trovo in una stanza altrettanto pulita, seduta su una poltroncina rivestita di una fantasia floreale. Un medico di cui vedo solo le mani mi spiega che sono incinta di 15 gemelli, e che, non potendo portare a termine la gravidanza, ne devo uccidere (usa proprio questa parola: uccidere) almeno 5. Mi mostra le ecografie, in modo che io possa scegliere quali eliminare. Chiedo se, per favore, può decidere qualcun altro, a seconda di quali sono quelli con meno possibilità di sopravvivere. i più deboli. Mi rispondono che i feti sono perfetti, sono solo troppi, quindi essendo io favorevole all'aborto devo ucciderli. mi spiegano anche come fare: quando vedo dei piccoli bozzi, come bernoccoli, sulla mia pancia, devo schiacciarli con le dita: ma non più di 5, che è il limite massimo consentito per legge. poi penseranno loro ad aspirare quello che ne resta.
dissolvenza.
nascono gli altri 10 bambini. sono minuscoli, stanno in un palmo di mano, così piccoli e silenziosi da sembrare di plastica. Controllo che siano veri, così, per assicurarmene: scopro che sono femmine, 10 femmine, e mi dispero.
dissolvenza.
i medici mettono i bambini in una busta di plastica strettissima. Chiedo perché lo fanno, se non moriranno in questo modo. Mi rispondono che si, probabilmente moriranno, ma sono affari miei. Devo gestirli io, ora, quindi prendo la busta e torno a casa.
Ogni tanto, nella massa di persone mediamente stupide e mediamente intelligenti, qualcuno alza la voce e decreta. Di solito decreta stronzate, ma riesce a provocare una reazione nella massa inerte e stabile. Qualcuno aggrotta le sopracciglia, altri alzano leggermente la testa, altri ancora le spalle. E tutti, tutti, si girano appena, più incuriositi che davvero urtati, aspettando che altri dicano ad alta voce come la pensano al riguardo.
Ci sono argomenti su cui questa non-reazione non solo è deprecabile, ma è oscena, disgustosa, vergognosa. Non possiamo più tacere e aspettare che la giustizia faccia il suo corso, dovremmo averlo imparato ormai: la giustizia non è un diritto scontato, bisogna lottare, pretenderla. Bisogna alzare la testa tutti insieme, e dire qual è il nostro pensiero, affermare i nostri diritti perché nessuno possa permettersi di dimenticarli.
Non siamo assassine. Non siamo assassine se decidiamo che non è il momento di avere un figlio, non siamo assassine se pensiamo che dare la vita ad un bambino con gravi malformazioni sarebbe solo un atto di egoismo, non siamo assassine se non ce la sentiamo e basta. Non lo siamo, e al di là di come ci sentiamo, comunque, nel dover compiere una scelta del genere, nessuno ha il diritto di additarci come tali. Perché si, caro Giuliano, dire che l'aborto è equiparabile alla pena di morte, dato che tanto ti piacciono le equivalenze, equivale a darci delle assassine. O assassine in potenza, visto che non tutte le donne italiane hanno dovuto o devono, per fortuna, compiere una scelta simile.
Non so se mi spaventa di più la proposta di moratoria, il periodo in cui viene fatta o le reazioni più che pacate che sta suscitando. Dov'è la rabbia? Dov'è l'indignazione? Dov'è quell'insulto alla razza umana che ha mandato la polizia a interrogare una donna che aveva appena abortito?
Vi chiedo, se l'argomento vi interessa, di seguire l'esempio di alicesu e di tante altre, altri, blogger: parlatene, postatene, discutetene. Se credete che la 194 non vada toccata, se lo pensate, non abbiate paura di esprimervi, anzi: sentitevi in dovere di farlo!
qualcuno l'ha già fatto:
mafaldina
the_angie
angizia
se doveste seguire il mio consiglio, richiesta, chiamatelo come volete, fate uso massiccio di link. soprattutto verso blog che hanno espresso il loro pensiero: se qualcuno "in alto", nei media e nella politica, dovesse rendersi conto che ne stiamo parlando, avrebbe vita più facile nel rintracciare dove, come, perché.
consiglio anche rete194, per chi volesse qualche informazione in più.
e se non ne volete parlare potete almeno firmare
edit: continuo ad aggiornare, grazie alla segnalazione di valeria ecco a voi sorelle d'italia
