io sono fatta strana, il che di solito significa che sono una persona normalissima. nello specifico, volendomi percentualizzare (è una parola che esiste?), potrei dire che sono al 50% codardia e al 50% coraggio. il problema è che, ultimamente, la codardia prevale, il che rende un tantino problematiche tutta una serie di cose tra cui, dettagli, l'accettarmi e il ritrovarmi in ciò che sono e penso.
Il fattaccio si svolge nella seguente maniera: una qualsiasi cretinata si mette tra me e quello che sto facendo? vado a nascondermi in un libro. Non mi riesce neanche più di nascondermi nei telefilm, che era più comodo: 40' e poi finito, si torna alla realtà. Qui no. Il mondo dei libri è diverso, perché dopo le prime pagine ce ne sono delle altre, e ad ogni capitolo ne segue uno nuovo. Inoltre ho avuto la sfortuna di incrociare sulla mia strada un mercatino dell'usato, che significa librilibrilibri a volontà a prezzi stracciatissimi, quindi ho casa piena di nuove cose da leggere.
Il brutto è che trovo anche un sacco di belle giustificazioni! La mia preferita è: "finito questo libro ne avrò letto uno in più, che non fa mai male" seguita da "lo faccio per la mia cultura" (quando leggo qualche classico) e "lo faccio per poterlo criticare meglio" (quando leggo qualche schifezza vergognosa). Ma c'è anche quella di quando devo proprio mollarlo ma non riesco, che sarebbe "ok, a sto punto mi mancano solo 200 pagine, tanto vale finirlo... così poi mi dedico totalmente alla t**i" (avete notato la censura? mi rendo conto che è quello l'argomento implicito del post, ma sono decisa a non nominarLa).
I libri sono la mia maledizione. Una volta che ci sono entrata dentro è difficilissimo uscirne, anche perché, avendo una lunga tradizione di lettrice alle mie spalle, non posso fare a meno di costruirci sopra critiche, confronti, giudizi inappellabili e incredibili prove di affascinata pazienza.
Così, dopo essermi resa conto di aver letto, nella mia infanzia, un libro di Laura Ingalls (La piccola casa nei grandi boschi) senza aver mai visto "La casa nella prateria" (incredibile, lo so), mi sono trovata per le mani un curioso John Grisham: "La casa dipinta".
Se vi immaginate un palazzo di Chicago fresco di vernice vi sbagliate: si parla di Arkansas, di vita rurale, di campi di cotone, di razzismo, intolleranza, religione e buonismo tutto americano. Un libro un po' sulla riga del "guarda, eravamo così, imperfetti ma tanto poveri, quindi ci devi perdonare". Non l'ho ancora finito, naturalmente, ma i confronti con quell'altro libro citato un po' più su si sprecano. E' passato sicuramente tanto tempo, ma per ora lo devo proprio dire: Laura vince!
Tuesday, January 08, 2008
vecchie abitudini dure a morire:
Scritto senza ragionarci troppo da
Bab
at
6:04 PM
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7 upside down:
beh, non mi sembra mica male come fissa, no?
:-)
Appena avrò n pò di tempo saprò a chi chiedere consiglio per un bel libro :).
PS: non ricordo qual'era il post dei blog, ma sui miei ci passi mai?
@manfredi: ti prego non darmi un'altra scusa per continuare!! la T. mi aspetta ;_;
@zeppuccio: ogni tanto si, ma dato che mi dimentico sempre di aggiungere il link non è proprio un appuntamento fisso ;_; sorry!
comunque è un po' che non parliamo: di solito sono una consigliatrice di libri fantastica!
Eh, io aspetto sempre che mi contatti tu u_u. Magari ogni tanto un saluto lo faccio, è che se poi non rispondi ci resto male ç_ç...
LEGGI LEGGI LEGGI LEGGI
XD XD
come se non lo facessi... fin troppo :( beh, almeno è un vizio da persona figa pseudo intellettuale. se perdessi tempo drogandomi sarebbe peggio xD
è_é
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