Si, lo so: sto aggiornando ad una frequenza imbarazzante. Dunque??
Si, lo so: avrei altro da fare [qualcuno ha detto: spazzare, lavare i piatti, metter su la lavatrice, studiare, finire il sito per C.? no? bene, perché non è neanche un po' vero che devo fare tutte queste cose. ne devo fare molte di più], eppure sono qui ad aggiornare un blog che non tocco da mesi.
perché, vi chiederete, questo improvviso ritorno di fiamma? non ho neanche più dei lettori [quindi so bene che quel "vi chiederete" cadrà nel vuoto. sento già l'eco, e non ho ancora postato!!!]. Il motivo, semplicissimo, è dato da una conveniente coincidenza di fattori:
-ho del tempo, non libero, non *esattamente* libero, ma pur sempre del tempo. cosa rara da un paio d'anni.
-ho degli argomenti.
Gli argomenti sono: ehi, sto preparando la tesi. E vi giuro che vorrei impegnarmi al massimo per renderlo un unico argomento almeno lontanamente interessante, ma non ce la posso fare: le tesi sono noiose.
Ne approfitto però per spiegare pubblicamente come funziona il perverso sistema delle lauree nella mia facoltà.
State pensando ad un timido studentello che, messosi a posto la coscienza dando quasi-tutti-gli-esami, va dall'unico professore che gli ha mai dimostrato più considerazione di quanto se ne dimostrerebbe ad un fiammifero usato, o che semplicemente insegna una materia figa, o che semplicemente gli ha dato un voto alto, o che semplicemente è molto bello ed ha fama di farsi gli studenti, e gli chiede la tesi.
Ecco, no, cancellate tutto, ahahah. Questo potrebbe (OH MY GOTH) presupporre che la facoltà consideri lo studente un essere pensante, con una sua autonomia e capacità di giudizio (o di gusto, se prendiamo in esame il caso del professore bello). Al Polimì tutta questa manfrina della considerazione non esiste.
[domanda random: "mafrina" è una parola italiana? perché il correttore automatico me la segna in rosso, e di solito il mio correttore automatico è figo e ne sa a pacchi. Vi dico solo che l'unica altra parola sbagliata di questo testo è "Polimì", quindi il resto è tutto giusto. Ho fatto tutto giusto, ne so a pacchi davvero.]
Dunque, dicevamo, le lauree. Da me funziona così:
(ok, devo aprire una parentesi)
(la faccio quadra, così capite che è una cosa importante)
(oppure la potrei mettere nel blockquote... anche se non sto quotando nessuno)
(si, mi sono convinta, il blockquote è più figo)
Doverosa Premessa:
La classe di Design della Comunicazione è composta di 150 (povere) anime, a loro volta divise in tre classi da 50, in ordine alfabetico, per i laboratori. Tutti i laboratori sono propedeutici per quelli dell'anno successivo: il che significa, nella pratica, che se non passi un laboratorio ti bloccano automaticamente tutto l'anno successivo, durante il quale potrai seguire solo e unicamente il laboratorio che tu, idiota senza cervello, non avevi passato. In pratica, perdi un anno.
Fine della premessa, tutto chiaro? Ok, ora immaginatevi 150 persone spremute fino alla morte dei sensi e della ragione. Fatto? Ebbene, veniamo al centro della questione: Per preparare la tesi, ognuna delle nostre belle classicine di 50 persone è assegnata, d'ufficio, a tre professori (tre per classe, non tre in tutto) mai visti ne sentiti, che di testa loro hanno deciso argomento, modalità e scadenze delle nostre tesi. Si tratta, a tutti gli effetti, di un laboratorio normale. Solo che, ehi! è da 20 crediti e ci fanno preparare l'elaborato di laurea. La cosa mi infastidisce da morire già così com'è, ma a questo potete aggiungere che i professori che spettano alla mia classe sono delle solennissime teste di cazzo.
tenete conto che:
-abbiamo lezione con loro al martedì e al venerdì, dalle 9 alle 17. solitamente arrivano verso le 10, si fanno i cazzi (stavo scrivendo "zacci", vi piace di più?) loro fino alle 11 almeno, poi iniziano le revisioni e massimo alle 13.30 se ne vanno, che poverini sono stanchi. oggi non si sono proprio presentati.
-l'università è iniziata da un mese e ancora non abbiamo capito cosa dobbiamo fare.
-ci insultano ad ogni revisione. le loro parole preferite sono: "stronzata", "cagata", "incapaci", "inetti".
-tra un insulto e l'altro non ti dicono davvero come potresti migliorare il lavoro per venire incontro alle loro esigenze, dato che sono convinti che se arrivi alla tesi non hai più bisogno che ti venga insegnato niente, dovresti avere la scienza infusa. se non ce l'hai, hai sbagliato tutto nella vita: soprattutto facoltà.
what else? ah, si, li odio e li disprezzo.