se c'è una cosa su cui questo nostro mondo malato ci dà sicurezza, è che c'è del marcio in tutto. non esiste qualcosa di completamente sano, anzi: più la facciata risplende di glitter, slogan, jingle e mulino bianco, più l'interno è corrotto.
con questi presupposti è naturale che l'Ikea mi metta addosso una certa inquietudine.
insomma, enumeriamo:
1) è un bel posto, anche se con un po' di fatica si trova parcheggio, ci sono carrelli per tutti, borse gialle per tutti, matitine in abbondanza per tutti;
2) se avessi un figlio lo lascerei allo spazio giochi. fingerei di voler comprare tutta l'ikea per poterlo mettere allo spazio giochi e poi andare al lavoro. se avessi un figlio. e un lavoro.
3) entri senza voler comprare niente, solo per vedere, perché "hai pochi soldi" e proprio non puoi "permetterti nuovi acquisti" che tra l'altro non sapresti dove mettere, perché casa tua "è un buco", e "se ci entra l'ikea esco io". esci con due borsoni di carta strapieni, un copripiumino sotto il braccio e una pila di piatti in bilico sulla testa, pensando già al nuovo ordine delle cose; e con un portafogli decisamente più leggero, ma di cui ti sei già scordato l'alleggerimento perché è un po' come se fosse passato babbo natale.
4) è il parco giochi dei grandi. ogni soluzione di arredamento proposta sembra l'apoteosi dei sensi. e si passano le ore a provare poltrone e materassi, con il tipico sospiro di soddisfazione marchiato ikea.
5) le cose sono belle e costano dannatamente poco. tanto dannatamente poco che finisci per prenderle tutte e spendere dannatamente tanto soprattutto in minchiate, senza neanche accorgertene, perché in testa ti rimane attivo il filtro-risparmio.
6) usano materiali ecologici, belli, puliti, funzionali, non sfruttano manodopera in paesi sottosviluppati, e mr ikea sembra essere l'uomo migliore del mondo. i loro biscotti sono buonissimi, e alla bottega svedese ti danno pure gli assaggini.
7) ti offrono servizi, come la misurazione delle stanze con tanto di valutazione dei materiali e coscienza degli attacchi elettrici e di infissi, a prezzi stracciati.
8) il loro vetro quando si rompe non fa male a nessuno.
ora, dov'è l'inganno? dov'è che dici "ah, l'ikea è il diavolo!"?
uniche note negative: gli assaggini non sono poi così buoni, si crea traffico agli incroci che portano ai parcheggi, devi montarti da solo alcuni (!) mobili e, praticamente, basta.
quindi sono in cerca di qualche scoop del tipo "nei negozi ikea viene diffuso, tramite aria contizionata, un gas che genera negli utenti una mania da shopping compulsivo", o "nelle polpettine alla salsa di mirtilli c'è una sostanza che impedisce di passare dalle casse senza riversare altrove l'intero contenuto del portafogli", o ancora "l'ikea, e ogni cosa recante il suo marchio, non è altro che una riproduzione virtuale di ciò che desideriamo, che dopo 15 anni svanisce senza lasciare alcun ricordo di se (ecco, in effetti, mi pareva che quella roba fosse su un tavolino, una volta)".
l'ipotesi più gettonata (dal mio cervello) è che siano alieni che hanno trovato un modo genialmente subdolo per conquistarci, entrandoci in casa attraverso lo shopping compulsivo. ma se avete altre idee, o informazioni, o siete della CIA e dovete mettermi a tacere con un colpo di pistola nella tempia, sarò lieta di ascoltarvi. tranne per quella particolare della pistola, sia chiaro.
in breve
In Her Shoes è, nonostante tutti i commenti positivi, assolutamente evitabile. storia discontinua, a tratti troppo veloce ma sempre conservando un'impressione di eccessiva lentezza. personaggi banali, stereotipati, dò la colpa al doppiaggio (l'ho visto in italiano) per la pessima interpretazione delle attrici. poche scene divertenti, pochissimi attimi riusciti davvero, ringrazio il dio del risparmio per avermi impedito di vederlo al cinema.
il prossimo post parlerà di autostrade e casi umani. a presto, su questi schermi.
Saturday, September 30, 2006
ikea, amore e tulipani
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Bab
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9:42 PM
8
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Thursday, September 28, 2006
aggiornamenti random, non è più lo stesso show
ho fatto un sacco di cose, tra cui confermare il piano di studi, comprare una maschera per capelli (nivea is love) e simili bazeccole. inoltre, sto tentando di aggiornare il blog, cosa non facile di per se, soprattutto quando non hai niente da dire. a parte le bazeccole di cui sopra, che non cambiano di molto la situazione.
insomma, solita banalissima vita.
nell'ambito delle cattive notizie, sono fuori casa da oltre dieci giorni, senza caricabatterie della macchina fotografica. quindi il mio accont flickr langue più di questo blog, e non ho più la scusa di aggiornare qui per dire che ho aggiornato lì. in effetti, sono alcuanto seccata dalla situazione...
note di colore: ho a disposizione un nintendo ds, e mi sto stragodendo Animal Crossing - Wild World. ti crei un personaggino e vai a vivere nella tua città, con abitanti che arrivano e se ne vanno e con cui puoi interagire. hai il negozio (che man mano che vi spendi soldi si allarga, fino a diventare a due piani con tanto di parrucchiere), il municipio/ufficio postale, la boutique, il museo. devi guadagnare soldi per arredare e ingrandire la tua casa, pescare, piantare alberi, mandare letterine. si può giocare anche in wireless, ospitando altri giocatori o andando a vedere le loro città. adorabile, è una droga.
big love non procede, lo interrompo continuamente per vedere un film dopo l'altro, anche se lo adoro. si fa lasciare e riprendere come una puttana, senza mai protestare e dimostrarsi offeso, con l'unica differenza che è assolutamente gratis. quindi, per un commento esaustivo, dovrete aspettare qualche giorno ancora.
intanto ho all'attivo In Her Shoes - Se fossi lei: non l'ho ancora finito, per alterne vicende (l'ho preso da blockbuster, poi ho dovuto attendere per vederlo, poi era graffiato, quindi l'ho riportato, ieri sera ho iniziato a guardarlo ma ho dovuto interrompere perché crollavo dal sonno), mi aspettavo una commedia frizzante e devo concludere, a metà visione, che non lo è. il giudizio completo, naturalmente, si farà attendere, per ora non sembra male, a parte il jet lag età attrice/età personaggio che mi destabilizza non poco.
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Bab
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11:41 AM
3
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Saturday, September 09, 2006
telefilmici
mi sento sollevata. oggi ho interrotto la visione di Prison Break a metà della 01x18, ho buttato la cartella contenente tutti gli episodi che mi mancavano, più sottotitoli, più il sopracitato episodio a metà, e mi sono fatta raccontare come va a finire. Poi ho aperto il blog di Michele (caro!) e ho letto il post dedicato al pilot della seconda stagione.
mi sono resa conto che qualcosa non andava dai seguenti elementi:
1) a partire dalla 01x12 ho guardato ogni puntata sbuffando, interrompendo mille volte per fare dell'altro e detestando ogni singolo personaggio dal profondo del cuore;
2) quando ho visto la 01x16 mi sono chiesta più volte perché perché perché. poi sono passati due mesi prima che mi decidessi a guardare la 01x17.
3) oggi, venti giorni dopo la 01x17, ho interrotto la puntata che stavo guardando per vedere a che punto era, dato che non ne potevo più e mi sembrava interminabile: ero al decimo minuto.
ok, i lettori penseranno che non ho pazienza. al contrario.
Prison Break mi ha presa tantissimo per le prime 10-11 puntate, poi, di punto in bianco, ho cominciato a provare un senso di dilatazione spazio-temporale ogni volta che lo vedevo, mentre il mio cervello si comprimeva e decomprimeva come se fossi su un aereo in fase di decollo. mi sento fin troppo paziente ad essere arrivata fin qui.
Ora sono pronta a dedicarmi a Big Love. Il pilot mi è sembrato carino, non vedo l'ora che vengano approfonditi i vari personaggi.
piccolo appunto per chi è convinto di avermi sentito dire che odio Weeds ¬¬ non è vero! Weeds è carino. non lo trovo un telefilm "che fa spaccare dalle risate", a parte per i Celia-momenti, anzi mi sembra terribilmente triste. ma è scorrevole, originale e gli attori sono bravi.
altro piccolo appunto per chi usa explorer: questa volta sto per cambiare template, davvero. giuro. entro stasera sarà online. ecco, al massimo domani...
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Bab
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3:05 PM
11
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Friday, September 08, 2006
appunti di una fidanzata single
lista:
-comprare dentifricio
-detersivo piatti
-fare lavatrice!!
-urgente: fare lavatrice!!
-chiamare idraulico
-bolletta.
-comprare un pigiama decente per ravenna, onde evitare che alice mi spinga giù dal letto e mi mandi a battere
-fare pulizia nel frigo
-lavatrice!!!!!!
-nel frigo è cresciuta una pianta di qualcosa. parmigiano, probabilmente. fare pulizia.
-P.R. con la vicina che ha sul soffitto delle "macchie di umidità simili a cacchette" che vengono dal mio appartamento.
-viste cacchette. non esistono.
-trovare psichiatra per vicina
-trovare psichiatra per me
una cosa che non specificano, in libri per donne sciocche e commedie insulse, è che la vita da giovane single emancipata dai genitori è esattamente così, tranne per quanto riguarda i bei vestiti, le belle scarpe e il bellissimo vicino di casa latino-americano che poi si rivela essere gay, ma pur sempre un ottimo amico.
quello che salvi è tutto il resto: tornare a casa distrutta con le borse della spesa, il disordine colossale, il cibo che organizza incontri di wresling nel tuo frigo, la vicina di casa rompipalle, il disordine colossale, l'improvviso affezionarsi a prodotti alimentari (tipo: sono drogata di olive), l'amministratore crudele, le bollette, il disordine colossale, eccetera.
la verità è che, al di là di tutte le critiche e i discorsoni, io ho bisogno di Marina: limita il mio abbruttimento imperante, monitora il disordine impedendo che si stratifichi (un solo strato è più che sufficiente), mi spinge a cucinarmi del cibo decente. no, non immaginatevi una specie di nonna papera: è solo la mia coinquilina stracciamaroni, che fornendomi una presenza estranea costante (la sua), mi costringe a darmi una regolata.
il problema? in questi giorni non c'è, e non ho ancora lavato i piatti ne disfatto la valigia ne messo su una sola lavatrice.
mi aspetta un week-end di terrore e pulizie domestiche, senza un libro (ma ho comprato vanity) o qualche sant'uomo che mi faccia compagnia. ehi, ma piove?
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Bab
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7:55 PM
16
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Friday, September 01, 2006
mia madre ascolta i queen, ma ora anche io ho un mito
ognuno di noi ha bisogno di figure di riferimento, nella sua grama vita, un po' per non crollare, un po' per bullarsi con gli amici. il punto è che quando ti ritrovi a pensare che la persona giusta, quella che ti solleva dalle tue pene, è l'unica che è davvero riuscita, al di la di stronzate politiche o sociologiche, che la tua vita è grama, e banale, e prevedibile... magari ti accorgi che qualcosa non va, o che vedere per intero la prima stagione di un telefilm che non ti ha convinta, o forse non corrispondeva alle opinioni altrui, dopo tutto è servito a qualcosa: hai scoperto la sigla. e che chi la canta è una certa Malvina Reynolds, che ha una sua pagina su wikipedia, è morta trent'anni fa e ha scritto una canzone, quella di cui sopra, sulle villette a schiera.
doveroso specificare che comunque siamo in italia, che le case a schiera non sono poi così diffuse, o magari si ma meno, e che non è questo il punto. perché un telefilm su una donna che vende marijuana ti fa scoprire, in un modo bizzarro e deprimente, che siamo tutti uguali,e che infondo non è una cosa bella. MA questo post sta diventando troppo deprimente, non è la sensazione che volevo comunicare. perché la sensazione che volevo cumunicare è, più o meno: AH! ORA ANCHE IO HO UN MITO PERSONALISSIMO, ORIGINALE, CONDIVISO AL MOMENTO SOLO DA ALICE, CHE MI SOSTERRà NEI MOMENTI DIFFICILI! ED è ANCHE MORTA!
Little boxes on the hillside,
Little boxes made of ticky-tacky,
Little boxes, little boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
And the people in the houses
All go to the university,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
And there's doctors and there's lawyers
And business executives,
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
And they all play on the golf-course,
And drink their Martini dry,
And they all have pretty children,
And the children go to school.
And the children go to summer camp
And then to the university,
And they all get put in boxes
And they all come out the same.
And the boys go into business,
And marry, and raise a family,
And they all get put in boxes,
Little boxes, all the same.
There's a green one and a pink one
And a blue one and a yellow one
And they're all made out of ticky-tacky
And they all look just the same.
Scritto senza ragionarci troppo da
Bab
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10:45 PM
6
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