Parlando di piccoli gesti, non mi vengono mai in mente cose tipo l'elemosina ad un barbone, o la signora che mi permette di saltare la fila al supermercato. La mia mente si focalizza subito su quelle cose insulse, tipo salire le scale o guardare fuori dalla finestra, che nella loro banalità ti fanno pensare "diamine, questo momento me lo ricorderò per tutta la vita". O quasi.
vorrei tenere un diario con scritte tutte le volte in cui ho pensato quella frase. tante, credetemi.
Prima stavo riempendo la pentola d'acqua, e mi sono resa conto che piove. ho aperto la finestra per sentire il profumo della pioggia, ma ho sentito solo puzza di gas di scarico. a Cagliari si sente, la pioggia.
Mi sento una cretina ad essere così nostalgica, mi sento una cretina ad aver trasformato il mio post mensile (si, mi sono accorta anch'io di quanto sia squallido e vuoto questo blog) in una lagna perenne, mi sento una cretina perché, un anno e mezzo fa, pensando lo stesso pensiero, mi sarei sentita ancora più cretina. Ma è vero: mi manca terribilmente la mia famiglia. e al secondo anno che vivo fuori casa, sento di poterlo affermare con più sincerità. perché ora non c'entra l'essere alle prime armi: so come si fa a vivere da sola. so fare la spesa e pulire casa, mi rifaccio il letto tutte le mattine e so usare la lavatrice decisamente meglio di mia madre. Non è più una nostalgia da "o mio dio il mondo è più grande di me non posso sopravvivere a questo!". è una nostalgia ponderata!!
Mi manca come mia madre si dimentica sempre che è ora di cena, e finiamo per mangiare alle 11. Il modo in cui mio padre si innervosisce perché siamo in ritardo, e poi ci fa aspettare venti minuti in macchina. Le paranoie di mia sorella. Il mio cane, che ha finto di avere l'artrite per non dover fare le scale (si, Spina, ti abbiamo scoperta. servono a questo le radiografie!).
Vorrei fare l'albero di Natale con voi, quest'anno. non perché io ami particolarmente il Natale: sapete che lo detesto, il modo in cui crea aspettative destinate ad infrangersi contro gli scogli appuntiti dell'economia familiare. E il pranzo dalla zia, quasi più noioso da quando l'odiatissimo cugino e l'indifferente cugina hanno trovato le rispettive anime gemelle. persone così stupide da scrivere un libro solo sull'inespressività dei loro sguardi. un libro di due parole.
Dicevo, odio il Natale, ma voglio fare l'albero con voi. perché quando abbiamo fatto a meno del frigo nuovo e dei regali per comprarlo, quell'albero alto due metri e più che ci salutava dal negozio dei ricchi, beh, quello è stato un bel Natale. e quando abbiamo deciso di sovvertire l'ordine naturale, appendendo cubetti di cartoncino colorato al posto delle solite palline. e quando l'abbiamo decorato con i peperoncini, e quando con i biscotti. e quando tutto insieme, perché non avevamo abbastanza di nessuna delle decorazioni.
Lo so che ogni volta mettiamo le luci per ultime, distruggendo tutto e costringendoci a ricominciare da capo, ma vi giuro che se quest'anno potessi fare l'albero con voi, mi ricorderei di metterle come prima cosa. ho anche delle idee per delle nuove decorazioni.
è bello che invece di cantare jingle bells, ogni anno, mettiamo su i simon & garfunkel e i queen. ed è bello vedere come, giorno dopo giorno, appaiono nuovi pacchetti, a creare quella stupida aspettativa senza garanzie.
magari aspettatemi, che ne dite? torno presto.
so che questo post è molto stupido, dato che nessuno della mia famiglia legge il blog.
ma, boh, ci tenevo a farvi capire quanto ci tengo. passatemi il giro di parole.
siccome mi conosco, e conoscendomi so che ultimamente non aggiorno spesso (ah! un eufemismo! l'ho visto!), ne approfitto per augurarvi buone feste. spero che, anche se tutte le vostre aspettative saranno deluse, riusciate ad essere felici lo stesso, come lo sarò io :) Auguri.
Sunday, December 17, 2006
me and my monkey
Scritto senza ragionarci troppo da
Bab
at
7:09 PM
Subscribe to:
Post Comments (Atom)
6 upside down:
Ecco, vorrei avere il dono di saper fare quei commenti appropriati o anche solo vagamente "giusti", e invece purtroppo non ne sono capace. Però ti mando un abbraccio e vorrei poterti abbracciare sul serio, e sorridere e parlare con te di questa malinconia un po' dolce e un po' amara.
non è amara, per fortuna :) però grazie :*
Oh, Babs, I feel for you, davvero.
Le tue parole, oltre ad essere splendide, mi toccano davvero molto.
La malinconia è davvero una brutta bestia, la peggiore, ed è tanto più forte quanto più ci concentriamo sui gesti più umili. E sulle persone a noi più care, ovviamente.
E se ti dicessi: "Consolati, ti godrai quei pochi giorni molto più di quanto ti godevi i tutti i giorni di prima" sembrerei tanto cinico?
E' solo per consolarti e farti sentire meno malinconica... :)
caro, non sei affatto cinico, anzi. so benissimo che quello che dici è vero. e non sono particolarmente malinconica, scrivere il post mi ha un po' liberata da un peso. perché non mi capita spesso di dire, nero su bianco, quanto amo la mia famiglia. è stata una bella occasione :)
sei un'amorina e non ti preoccupare, che il tempo passa in fretta e tra un po' li rivedi =)
questo post è bellissimo, e ora datemi un fazzoletto ç_ç
Post a Comment