Saturday, October 25, 2008

L'ipotesi di Calamandrei.

«Facciamo l'ipotesi, così astrattamente, che ci sia un partito al potere, un partito dominante, il quale però formalmente vuole rispettare la Costituzione, non la vuole violare in sostanza. Non vuole fare la marcia su Roma e trasformare l'aula in alloggiamento per i manipoli; ma vuol istituire, senza parere, una larvata dittatura.
Allora, che cosa fare per impadronirsi delle scuole e per trasformare le scuole di Stato in scuole di partito?
Si accorge che le scuole di Stato hanno difetto di essere imparziali. C'è una certa resistenza; in quelle scuole c¹è sempre, perfino sotto il fascismo c'è stata.
Allora il partito dominante segue un¹altra strada (è tutta un¹ipotesi teorica,intendiamoci). Comincia a trascurare le scuole pubbliche, a screditarle, ad impoverirle. Lascia che si anemizzino e comincia a favorire le scuole private. Non tutte le scuole private. Le scuole del suo partito, di quel partito. Ed allora tutte le cure cominciano ad andare a queste scuole private. Cure di denaro e di previlegi. Si comincia persino a consigliare i ragazzi ad andare a queste scuole , perché in fondo sono migliori si dice di quelle di Stato. E magari si danno dei premi, come ora vi dirò, o si propone di dare dei premi a quei cittadini che saranno disposti a mandare i loro figlioli invece che alle scuole pubbliche alle scuole private. A "quelle" scuole private. Gli esami sono più facili,si studia meno e si riesce meglio. Così la scuola privata diventa una scuola previlegiata.
Il partito dominante, non potendo trasformare apertamente le scuole di Stato in scuole di partito, manda in malora le scuole di Stato per dare prevalenza alle scuole private.
Attenzione, amici, in questo convegno questo è il punto che bisogna discutere. Attenzione, questa è la ricetta. Bisogna tener d'occhio i cuochi di questa bassa cucina.
L'operazione si fa in tre modi: ve l'ho già detto: rovinare le scuole di Stato. Lasciare che vadano in malora. Impoverire i loro bilanci. Ignorare i loro bisogni. Attenuare la sorveglianza e il controllo sulle scuole private. Non controllarne la serietà. Lasciare che vi insegnino insegnanti che non hanno i titoli minimi per insegnare. Lasciare che gli esami siano burlette. Dare alle scuole private denaro pubblico. Questo è il punto. Dare alle scuole private denaro pubblico».
Piero Calamandrei

Discorso pronunciato da Piero Calamandrei al III congresso dell¹Associazione a Difesa della Scuola Nazionale, a Roma l'11 febbraio 1950

Tuesday, September 16, 2008

la cosa triste della situazione attuale è che ci ritroviamo a stare con Di Pietro e Famiglia Cristiana.

Monday, September 01, 2008

ma questa non è fotografia, è tutto fotosciòp!

quando ti metti a studiare e non c'è abbastanza luce per leggere bene e pensi "vabbé, posso aggiustarla dopo in RAW".
quando scrivendo su un foglio fai un errore e cerchi disperatamente un modo per fare mela+Z (o ctrl+Z).
quando su un libro trovi un passaggio importante e vorresti fare copia-incolla.
quando apparecchiare è fare drag-and-drop delle cose che ti servono dallo scolapiatti al tavolo. magari selezionandole tutte insieme.
quando una zanzara ti rompe l'anima e ti chiedi come interrompere il processo.

forse è il caso di spegnere il computer.

Thursday, July 31, 2008

definizione della vita n° 7871980012865234

La vita è una lista di cose da fare.

Friday, July 04, 2008

rialzati, italia.

il mussolinismo [berlusconismo] è dunque un risultato assai più grave del fascismo [del voto massiccio alla destra] stesso perché ha confermato nel popolo l'abito cortigiano, lo scarso senso della propria responsabilità, il vezzo di attendere dal duce [presidente], dal domatore, dal deus ex machina la propria salvezza. La lotta politica in regime mussoliniano [governo berlusconiano] non è facile: non è facile resistergli perché egli non resta fermo a nessuna coerenza, a nessuna posizione, a nessuna distinzione precisa, ma è pronto sempre a tutti i trasformismi. Dovrà ineluttabilmente l'Italia rimanere condannata dalla sua inferiorità economica a questi costumi anacronistici e cortigiani?


le parentesi quadre sono mie, il resto è di Piero Gobetti.

Monday, June 16, 2008

scoprire il male del mondo stando seduti in poltrona

In questo periodo ho fatto del girare la rete una missione. Un po' come girare il mondo stando a casa, insomma, ma dato che sono una "alternativa", che ama gli ambienti "underground", la "sottocultura", invece di girare per Grandi Siti Di Risonanza Internazionale ho deciso di girare per blog e giornaletti online sconosciuti ai più. I giornaletti online, intendo, non i blog: girando per blog, invece, sono stata catapultata di fronte ad un fenomeno che, finora, mi era più o meno passato accanto: il fenomeno blogstar.
Mi sono sempre abbastanza divertita, in passato, a deridere questa figura da starlette della comunità web, astro nascente e calante a seconda di quanta voglia ha di accendere il computer. Ebbene, signori, sottovalutavo. Ho visto blog, partiti con una moderata cattiveria dovuta ad una visione ipercritica del mondo, diventare crudeli e spietati man mano che si incrementavano visite, link, commenti. Ho visto litigi degni di Forum per un posto in classifica di Blogbabel (che quando sono arrivata io avevano già chiuso, quindi non ho mai davvero potuto scoprire cosa fosse). Ho visto gente denunZiata, per un post su un blog. Ho visto politici, figure pubbliche, scrittori spalarsi merda addosso a colpi di post. Ho visto gente che magari ha iniziato con un post un po' naughty & hot e che ora ha pubblicato il suo secondo libro.
Ora, vi dirò: io giro per la rete dal 1998. Nel 2001-2002 cominciavano a diventare popolari i blog in Italia. Non sono mai riuscita a tenerne uno con costanza, quindi tanto di cappello a chi, dal 2000 a oggi, continua a postare pressoché quotidianamente sullo stesso blog che aveva allora, pur passando attraverso metafisiche crisi di coscienza ("non ho più una linea di confine tra mondo virtuale e reale! sigh! sob! buu-huu!"), scene madri ("basta, chiudo il blog, e di voi 800 commentatori maniacali non me ne frega un cazzo, tanto sono una figa/un figo e ho una vita vera, IO!!") salvo rimangiarsi tutto due giorni dopo, battibecchi su chi è più blogstar di chi e, soprattutto, su quanta vita hai al di fuori del web. Come se si potesse quantificare, la vita! E poi, signori, non so voi ma io quando sto al computer continuo a respirare, mangiare, bere e divertirmi o annoiarmi. Probabilmente in una classifica di quelle che ai blogger piace tanto starei a "vita: -100", ne sono anche consapevole, ma il bello è che non entri in quelle classifiche a meno che tu non abbia un esercito a commentare ogni tuo post.
I più divertenti, comunque, sono i/le blogstar che spalano merda sulle blogstar, come se non facessero parte della categoria perché "io non mi prostituisco per due commenti in più" o "io il numero di commenti manco lo guardo, infatti non rispondo a nessuno!". Bravo stronzo, questo non ti rende meno blogstar: semmai, anzi, ti rendi ancora più blogstarramente ridicolo, perché quello è esattamente l'atteggiamento di quegli attori di Hollywood che, nel momento in cui fanno una comparsata in un film di Tarantino, si sentono parte del cinema d'autore. Sveglia, non è così. E il bello è che questi post mandano i commentatori in delirio! "bravo!!" "brava!!" "questo è parlare!!". Quelli che ancora sperano in una risposta tentano di usare parole ricercate intervallate da qualche bestemmia qua e là, che fa tanto poeta maledetto dell'ultima ora.

Editori, quando vi sarete stancati di pubblicare le puttanate delle blogstar perché la gente tanto può leggerle online (quanto ci metteranno a scoprirlo?? davvero, ritenevo il popolo internettiano più furbo... ma la realtà è che comprano il libro per poterlo fotografare, mettere la foto su flickr e poter dire all'autrice aka blogstar del cuore "guarda, io sono un tuo lettore fedele, ho anche il libro!!" sperando in una risposta che non arriverà mai, dato che la blogstar in questione penserà solo "bene, ancora un altro paio di copie e forse inizio pure a guadagnarci!") venite qui, venite da me! Voglio solo picchiarvi per quello che avete fatto all'editoria negli ultimi anni.

Friday, June 06, 2008

in which bab goes to the supermarket

sapete cosa non andrebbe mai fatto, come regola di vita generale? In ordine di pericolosità, dal temerario al mortale:
-fare la spesa dopo le 18;
-fare la spesa all'Esselunga dopo le 18;
-fare la spesa tra il venerdì dopo le 18 e il sabato prima delle 22;
-fare la spesa all'Esselunga ecc ecc (ormai avete capito il giochino).
Naturalmente, per la maggior parte dei comuni mortali, la fascia oraria *dopo le 18* e, soprattutto, il week-end, è l'unico periodo di tempo disponibile per fare cose come, ad esempio, la spesa. Io, in quanto studentessa, faccio un po' parte di una categoria separata: potrei fare la spesa in altri momenti, ma non mi va, quindi mi riduco sempre a farla il venerdì dopo le 18, o nel week end. Scommetto che l'avevate già intuito all'inizio, eh?
L'argomento, naturalmente, non è il quando. E' il come!
Il supermercato, soprattutto negli orari di punta, è un luogo senza morale, dove vige la legge dello sconto e il carrello più forte prevale sempre sul cestino, notoriamente debole. I lottatori più abili, dotati di un'intuizione strategica maturata in seguito a decenni di lotte all'ultimo pomodoro, sono le vecchiette. Naturalmente sul capitolo "vecchietta" potremmo scrivere un'enciclopedia: esemplare di razza umana inasprito dalle intemperie e dalle insoddisfazioni della vita, sfoga la sua cattiveria repressa su qualsiasi altro essere vivente e in qualsiasi contesto utile.
La loro arma mortale è il ben noto "lamento della vecchietta". Per spiegarvi al meglio come funziona, vi fornirò un semplice esempio:


Ora x>18 di un giorno y a caso. Fuori piove (dettaglio che crea atmosfera). Bab si avvicina al banco latticini, attirata da un cartellino verde marchiato con un inconfondibile "50%". Vede che è rimasta una sola mozzarella, tra quelle scontate, e allunga una mano per prenderla. È un'attimo: una vecchina artritica, che qualche decimo di secondo prima si trovava dalla parte opposta del supermercato, si infila tra Bab e l'amato bene. Non si accontenta di appropriarsi della mozzarella solitaria, oh no... Si gira di scatto verso la povera ragazza, mantenendo uno sguardo di fuoco per il tempo sufficiente a raggelarla. Poi, con un singhiozzo, inizia la scena madre, invariabilmente proferita con un tono da scoiattolino spaventato, in crescendo: 
«Signorina, ma le pare, passarmi davanti in questo modo... Mi ha anche schiacciato il piede con il carrello [n.d.b.: non ho il carrello]... La prenda, se è così importante... Io prenderò questa che costa di più. Ma lo sa che mio marito buonanima ha fatto la guerra? Eh, voi giovani siete abituati ad avere tutto... E quando non ve lo serviamo noi sul piatto d'argento, ve lo prendete con la forza!! Impara il rispetto, signorina, per le persone anziane!»
Bab, spaventata, si allontana.

Altre abitudini della Vecchietta, che richiedono tutte invariabilmente il Potere di Materializzazione Improvvisa o il Potere della Voce Lagnosa sono:
-P.d.M.I. in fila alla cassa, rigorosamente davanti a te e rigorosamente sfruttando l'istante in cui ti sei girata a guardare l'espositore delle caramelle;
-P.d.V.L. al banco salumi&formaggi, per farsi servire prima di te perché "signorina, abbia pazienza, alla mia età... mio marito... la guerra... ODDIO, SVENGO! SALUMIERE UN ETTO DI COTTO!";
-P.d.M.I.+P.d.V.L. (ATTENZIONE!! skillZ combo!!) davanti a te (alta un metro e un tappo) quando hanno bisogno di qualcosa sull'ultimo scaffale, quello che neanche se fossi un'equilibrista riusciresti mai a raggiungere ("sti giovani... si vede che aiutare le persone anziane è passato di moda... avete i pircìng su per il cervello").

La soluzione? Chinare la testa e tacere, sperando che non usino un bastone da passeggio.

Naturalmente i pericoli del supermercato non si riducono alle Innocenti Vecchiette. Tratterò in seguito il terribile Mostro da Reparto Cosmetici: l'uomo che fa la spesa per la moglie. 

Stay tuned! (per un mese o due... ormai mi conoscete).

Wednesday, May 07, 2008

ogni tanto, quando metti un perizoma, vuol dire solo che è ora di fare la lavatrice.

Sunday, March 30, 2008

il paese delle follie

sono, ve ne sarete accorti, la quintessenza della banalità. Non posso neanche dire di aver mai fatto qualcosa per nasconderlo, anche se di certo non mi fa piacere esserlo. Ogni tanto mi diverte fingere sprazzi di umorismo, di vitalità, di decisione, di passione: ma resto, nel mio piccolo, una personcina piatta e vuota, incapace di grandi slanci, come tante altre ne vedete per strada ogni giorno.

Per questo non sono portata a incrinare più di tanto il mio equilibrio faticosamente guadagnato. Tra le poche cose che mi danno serenità ci sono gesti, rapporti e ritmi del quotidiano: non è nella mia natura inquinarli con decisioni improvvise, io sono quella che aspetta e vede un po' come si mettono le cose.

In questo periodo, invece, pare che io abbia perso il senno (e non solo, pure il seno, complice un dimagrimento eccessivo da 5 giorni di digiuno). Sono a Cagliari, dove non dovevo essere, improvvisamente autoprivatami dal più importante dei fili invisibili che ci legano alle persone. Sono a Cagliari alle prese con vecchi sogni che andavano, forse, lasciati dov'erano: nel limbo del "sono troppo cresciuta" e del "non mi porteranno a niente".

Non solo sono malata: mi ci sento.

ps: si, questo post è stato chiamato dall'intervento di Manfredi. sono ancora viva :)

Monday, March 03, 2008

-un kg di Nonsense, grazie. -signò, resta un po' abbondante: che faccio, lascio?

sto ancora cercando di smaltire i postumi di un mal di testa da sole.

Nella vita inizio-semestrale di ogni studente c'è, invariabilmente, quel momento in cui dici che l'orario fa schifo. i motivi sono i più vari:
-ti trovi con mille lezioni al secondo quando al primo semestre hai dovuto seguire un corso solo, allora ti incazzi perché insomma, non è possibile che gestiscano l'orario così male!
-hai lezione dal lunedì al venerdì, senza buchi liberi in mezzo;
-hai lezione dal lunedì al venerdì, con martedì e giovedì libero, allora ti chiedi perché non concentrare le lezioni a inizio settimana e allungare un po' il w-e;
-hai lezione al lunedì mattina mentre il pomeriggio è libero, e ti chiedi perché farti alzare presto quando comodamente avresti potuto andare a lezione dopo pranzo;
-le lezioni sono tutte dopo pranzo e non sai come organizzarti la giornata.
insomma, si dice e ci si contraddice.

io, questo semestre, ho un orario di merda.

in altre nius.

La linessta stampando, sulle plastichine che rivestono gli omologatissimi assorbenti viola da loro prodotti, delle frasi di incoraggiamento alle donne mestruate. robe raccapriccianti, tipo "Mangiare alimenti ricchi di magnesio come banane e spinaci può aiutarti a combattere gli sbalzi d'umore tipici della sindrome premestruale" e "Nella fase premestruale si possono manifestare anche effetti positivi come l'aumento del desiderio sessuale e della creatività". Brr.

Ricordate la T.? ho consegnato, ho preso un voto decente, tra luglio e settembre mi laureo (più settembre che luglio...). Certo, come qualcuno mi fa notare è solo una triennale, non "una laurea vera". ma al momento attuale è anche l'unica che son sicura di prendere, quindi ho intenzione di non demoralizzarmi troppo.

la macchina fotografica giace inutilizzata, nonostante la lente nuova. umpf.